| mercoledì, 14 novembre 2007 | ||
| 21:00 | a | 23:00 |
Malatheatre torna al Lanificio 25 di Napoli con una incursione tutta giocata su atmosfere anni 40 e 50.
info: lanificio25@cra.na.it tel-0816582915-3315472201
| domenica, 14 ottobre 2007 | ||
| 17:00 |
Appuntamento a Tavarnelle Val di Pesa, nel pieno della provincia del Chianti.
ore 17 Piccolo Teatro del Circolo MCL

ingresso gratuito
| venerdì, 12 ottobre 2007 | ||
| 21:00 |
Debutto milanese per lo spettacolo “Caravaggio: la conversione di un cavallo”.
L’appuntamento e alle 21 allo Spazio Tadini di via Jommelli, 24 Milano.
Ingresso gratuito
| sabato, 13 ottobre 2007 | ||
| 22:30 |
DIFFERENTI SENSAZIONI XX
teatro. danza. musica. arti visive
6 > 13 ottobre 2oo7
E’ un’alchimia di differenti sensazioni, che entrano in circolo là dove performance multidisciplinari, di danza contemporanea, nouveau cirque, teatro musicale, d’attore e di figura scelgono di raccontarsi, in rappresentazioni tutte da giocare. Per un festival che da sempre coniuga il lavoro di compagnie locali, italiane e straniere accomunate dalla ricerca di nuovi linguaggi in uno stimolante e quanto mai produttivo mix artistico, ribadendo ad ogni edizione la sua vocazione per la rappresentazione partecipata: stiamo appunto parlando di Differenti Sensazioni, un festival che non è solo un’occasione di svago. Una rassegna estiva di spettacoli che va oltre, che nasce da un vero e proprio progetto culturale e che ogni anno sa caratterizzarsi come evento irripetibile.
Fra le prime iniziative in Piemonte dedicate alla ricerca nel campo delle arti dello spettacolo, Differenti Sensazioni ha saputo mantenere e sviluppare negli anni una progettualità aperta alla dimensione locale, ma contemporaneamente di respiro internazionale, riuscendo a combinare proficuamente l’interesse per le energie creative e le connotazioni ambientali della città ospitante, Biella - che ha offerto le singolari prospettive scenografiche di una struttura di archeologia industriale di grande fascino per la residenza “arte transitiva”, spazio laboratorio privilegiato per stimolare e promuovere il teatro e le arti, favorendo il superamento delle tradizionali suddivisioni in generi - con l’attenzione per le esperienze di sperimentazione dei linguaggi artistici dei diversi Paesi europei.
Ogni giornata in cartellone propone più interventi spettacolari, esito di espressività differenti e di differenti generi artistici, per una manifestazione che è a questo punto entrata nella tradizione degli eventi biellesi, intrecciandosi con la vita culturale della città, e che costituisce ormai un modello di organizzazione culturale presente e diffuso in Italia e all’estero.
Gianni Oliva
Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili
Regione Piemonte
Giulio Salivotti
Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili
Città di Biella
Every now and then it is important to look back, to make balances, especially, when you succeed in finding a link in past experiences with the experiences that you’re living in the present. It’s not the nostalgic preservation of what we have lived nor the latest repeat of the same thing: the twentieth anniversary of the International Arts Festival “Different Sensations” is for us the occasion to ascertain how the interests and the reasons that spur us at the beginning of the 80s (first edition of Different Sensations to date from 1981), have had a development and how nowadays they express a cultural function.
Maybe with a stronger managerial ability a festival like Different Sensations, the first in Piedmont focused on multidisciplinary forms of the contemporary art show, might have had more recognitions today, but on the other hand it is possible to notice how we succeed in contributing to the diffusion of the artistic experiences of live show innovation by giving hospitality (with a particular attention to the quality of the relationships - as all the participants recognized gratefully) to over a thousand companies, among the locals and those coming from all the Italian regions and European nations. It is this consciousness that rewards and reinforces this initiative.
The bet that is re-proposed every year with Different Sensations, is therefore to believe that the artistic expression is always transforming and that in order to correspond better to our contemporary, we have got to use every creative way that can be found, chosen or elaborated keeping in mind every artistic discipline, according to our needs.
According to these standards deduced from a thirty-years practice, every year Different Sensations promotes many companies. They are often among the most recent active formations in Europe, depending on an increasingly larger audience that shows its intelligent curiosity for those artistic expressions, out of the regular formulas, that can stimulate and involve deeper.
At last our sincere thanks to the Public and Private Institutions that have supported the festival during all these years believing in the Different Sensations “formula”: an initiative addressed to all the audience that always succeeded in uniting the funny with culture.
StalkerTeatro
DirezioneArtistica
Gabriele Boccacini
malatia - In Nomine Dei
Maggio 1st, 1999
Con Alfonso Benadduce, Mauro Milanese, Cecilia Preite Martinez, Francesca Cutolo/Lucia Milite, Massimiliano Mirabella,
scritto e diretto da Ludovica Rambelli
Non c’è bisogno di aver letto il Tristano di Beroul o quello di Bedier, né di aver sentito la musica di Wagner per sentire il dominio nostalgico di un tal mito: la triste e dolorosa storia di due amanti tanto inebriati dal proprio destino da correre danzando allacciati verso una morte certa.
Pensare che ad alimentare tale fuoco, che arde, che brucia, sia il desiderio di possedere (per sempre e per se soltanto) la creatura amata significa prendere una cantonata colossale:
Tristano brucia di passione per Isotta, ed Isotta arde per Tristano: se potessero sposarsi, non lo farebbero mai.
Non vogliono la pace, non vogliono pace, vogliono invece bruciare, scottare di febbre , cercarsi, prendersi, perdersi; vogliono uccidere e morire per quell’ardore che li consuma, per quell’estasi che li illumina e li rende divini; sono sorretti da qualcosa che li rende in questo simili ai martiri e ai santi: la fede. Di questa “fede” non hanno alcun bisogno di chiacchierare tra loro, figuriamoci se hanno il bisogno di infilarsela al dito.
Perché un tempo la passione era una religione, e per di più una religione “eretica”, prescindendo sul significato vero del termine, in quei tempi ad essere eretici si rischiava davvero di essere bruciati sul rogo, di scottarsi non solo metaforicamente, di essere fisicamente inceneriti.
Erano i tempi dei trovatori, delle eresie catare e albigesi, i tempi in cui la chiesa cattolica combatteva la grande battaglia, poi sottilmente vinta, contro il paganesimo, i tempi in cui si scrivevano i primi romanzi di Tristano.
malatheatre malatia 1999 mauro milanese L’amore-passione, che è ciò che permea di se il romanzo di Tristano in qualunque versione lo si legga, è apparso in occidente come controaltare della dottrina cattolica del matrimonio: il matrimonio del cristo con la chiesa specchio del matrimonio tra uomini e donne acquietati in un sereno e riproduttivo legame, al fine di conservare nascostamente il nucleo bollente e luciferino di religioni per le quali il dio è dentro l’uomo, e lo anima e lo guida in danze forsennate.
Tempi lontani durante i quali l’esser fatto santo o l’esser bruciato era questione di fortuna, bisognava vedere di che umore era il giudice innanzi alla strana tendenza di alcuni a danzare e perdersi dentro una passione che di umano non ha più nulla, invocare la morte, giacché lo scopo era quello di bruciare sempre di più, bruciare fino a morire.
Ora, che il più basso sembra sempre più il vero, e che il sublime viene ricondotto all’infimo, e che il cattolicesimo ha veramente vinto trovando nel mercato un alleato forse imprevisto, tutta questa storia sa di leggenda, o tutt’al più di paesia romantica. Ma allora nelle corti d’amore si cercava freneticamente un modo di occultare i principi basilari della propria fede, e la soluzione fu trovata utilizzando il trucco de “il più scoperto è sempre il più nascosto”: l’eresia trovò asilo nella poesia dei trovatori. Questi avrebbero attraversato le montagne e il tempo cantando l’amor che brucia, il desiderio che mai si consuma, l’ardore che mai si placa; altri, forse ignari, li avrebbero imitati cantando fever when you touch me oppure tu sì ‘na malatia senza mai sospettare di stare facendo proseliti per certi eretici sterminati intorno all’anno mille.
Qualcuno lo sa e lo fa apposta a cantare così, ma tace di saperlo, per prudenza.
È eretico Dante Alighieri, e la sua commedia è passata liscia tra le pur strette maglie dell’inquisizione, ed è eretico David Lynch facendo film in cui con una mano agita la bandiera della bella e felice famiglia americana, e con l’altra stretta a cono sussurra ai suoi attori battute impossibili: come quando fa dire da Franck, il maniaco di Blue velvet, al bravo ragazzo che lo ucciderà ripristinando l’ordine morale, affettivo e sessuale della faccenda “…tu sei come me” oppure quando, tra le braccia del bravo ragazzo, la signorina perseguitata dal maniaco sussurra dolcissima: “…adesso ho la tua malattia”, è al ragazzo che lo dice, e non al maniaco, come invece sarebbe logico, logico secondo una logica non eretica.
In Nomine Dei: nella frenesia di un mambo ballato per compiacere antichi dei, Tristano possiede la propria Isotta ubriaca di filtro e di passione, tradisce il proprio Re e i suoi ideali per preservarne di più alti, e corre a compiere il proprio destino.
| sabato, 28 giugno 2008 | ||
| 21:00 |

La conversione di un cavallo a Capodimonte a giugno 2008
La compagnia di teatro Malatheatre ha il piacere di annunciare la sua partecipazione alla rassegna “Museo in scena” organizzata dal museo di Capodimonte in occasione del suo cinquantenario. Saranno i cortili della reggia a fare da scenario ai tableaux vivants dall’opera di Michelangelo da Caravaggio.
Per informazioni:
La passione secondo don Giovanni
ovvero
Così perisce Amore

I want a hero, an uncommon want……
……I’ll therefore take our ancient friend Don Juan.
We all have seen him in the pantomime
Sent to the devil somewhat ere his time.
Voglio un eroe: ed è un voler bislacco……
……Scelgo Don Jùan per mio eroe a stampa.
L’abbiamo visto tutti, e fu una pena,
buttato in malo modo giù di scena.
Gorge G. Byron “Don Juan”
Mentre si chiude il sipario e risuonano le ultime note del Don Giovanni di Mozart il pubblico può finalmente entrare in sala ed assistere alla “famosa” cena.
È “la cena che doveva esserci e non c’è stata” tra il Dissoluto e il Morto.
Una lunga tavola parata a lutto, gli attori seduti intorno attendono che la cena venga servita.
Siamo forse in scena ad opera finita o forse in una voragine scavata nel tempo e nell’Opera. O ancora nell’ istante del trapasso, nel momento in cui Don Giovanni viene trasportato tout entier nei suoi personali inferi. Oppure l’attore che impersona Don Giovanni cadendo nella botola del palcoscenico è svenuto e sta sognando. Se si tratti della cena a fine spettacolo della compagnia o della cena agli inferi non verrà chiarito. Fatto sta che di cibo c’è ne poco, anzi, nulla. E se negli scenari seicenteschi che preludono al Don Giovanni, il Morto offre al suo ospite vermi, serpi e scorpioni, qui le uniche pietanze che verranno messe in tavola dinanzi ai commedianti affamati e al pubblico saranno ricordi serviti sul piatto di un vecchio giradischi.
La trama, se ve ne è una, si snoda sulle note di canzoni un po’ mélo in un clima crepuscolare.
I ricordi del nostro “Giovanni” richiamano in vita - o in scena - i fantasmi delle donne che lo hanno amato come nella lista. Scrive Garboli nel suo saggio illuminante “il Dom Juan di Moliere” si tratta de “la fuga di un uomo che cerca di sottrarsi all’abbraccio ambiguo e inquietante di tante donne che lo inseguono come fantasmi. Una fuga dunque dalla femminilità e una corsa involontaria verso la morte. Una scommessa contro la morte”.
Lo spettacolo prende il ritmo e il clima dell’avanspettacolo, dove, sempre citando Garboli, “Don Giovanni attraversa la scena sotto la luce dei riflettori come un grande comico ineffabile di maschera funebre e taciturna accompagnato dalla sua spalla: il suo servo”.
Il risultato è un lavoro contaminatissimo perennemente in bilico tra la risata e il pianto tra la tragedia e il lazzo anche un po’ greve, triste in allegria e ilare in tristezza.
Un lavoro di montaggio costruito con materiali eterogenei ed eterodossi, con brandelli di grande poesia che svaniscono in un istante nello sbuffo di cipria di una subrettina che cita Bergman, Fellini, Moliere ma non disdegna le canzonette di moda negli anni ’50.
- Che Don Giovanni dorma.
- Con i sogni o senza sogni?
- Con i sogni, naturalmente.
- E cosa gli dobbiamo far sognare?
- Oh, del paradiso terrestre e dell’amore sopra ogni cosa.
- Non crede che sia troppo crudele, Maestro?
- Niente è abbastanza crudele per colui che ama.
I. Bergman, “L’occhio del diavolo”
Con:
Alice Bever, Adriana Del Duca, Dora De Maio, Francesco De Santis, Chiara Giuliani, Francesca Lugnano, Mauro Milanese, Rossella Vitantonio.
Regia:
Ludovica Rambelli.
LANIFICIO25
dal 25 aprile al 29 aprile 2007

compagnia di teatro MALATHEATRE:
“Caravaggio: la conversione di un cavallo”.
17 tableaux vivants dall’opera di Michelangelo da Caravaggio
Regia di Ludovica Rambelli
In scena Mauro Milanese, Dora De Maio, Francesca Lugnano, Adriana del Duca.
marted’ 6 marzo 2007 dalle ore 19, nell’ambito della rassegna “Ma le femmine..”
TEATRO TRIANON
piazza Vincenzo Calenda (Forcella) Napoli
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Scheda dello spettacolo:
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Guarda il video dello spettacolo
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malatheatre ritorna con il terzo capitolo di “the seven red roses”

MAGIC SWING (introducing Johnny n. 1)
“Les roses rouges” questa volta, appariranno e svaniranno, appariranno e svaniranno in un turbinio di petali e lustrini sotto gli occhi stupefatti degli avventori del Mutiny tra ritmi “saltellanti” di indimenticati swing grazie alla maestria di Monsieur Le Swing, colui che inventò la pratica dello scambio. (Da qui il termine utlizzato dagli anglofoni: “swingers”.)
18 gennaio 2007 dalle ore 23
MUTINY REPUBLIC
via Bellini, 45 Napoli
333/6534273
